Imprese consorziate cresciute da 6 a 202 in un anno, 330 organismi convenzionati per un totale di 3.706 comuni serviti (con il 61% della popolazione italiana) dalla raccolta differenziata, 38.400 tonnellate di imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile riciclate organicamente (il 51,9% degli imballaggi immessi sul mercato nello stesso periodo, pari a 74.000 tonnellate), 7,5 milioni di euro di corrispettivi economici riconosciuti agli enti convenzionati, grazie al contributo ambientale obbligatorio per gli imballaggi in bioplastica. Sono i numeri più rilevanti delle attività svolte nel corso del 2021 da Biorepack, il consorzio nazionale per il riciclo organico degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile, presentate dal presidente Marco Versari, durante l’assemblea dei consorziati svoltasi il 30 maggio a Milano.
“Questi numeri” ha detto Versari “dimostrano l’importanza di questo nuovo consorzio all’interno del sistema Conai. In particolare, soddisfa il dato sulla quantità di imballaggi riciclati rispetto all’immesso al consumo, che ha già superato l’obiettivo minimo di legge previsto per il 2025 (pari al 50%) ed è assai vicino al 55% fissato per il 2030”.
Nel corso dell’anno, Biorepack ha anche sviluppato sinergie con Assobioplastiche e i principali organi accertatori per contrastare le illegalità presenti nel settore (dalla commercializzazione di imballaggi mancanti delle caratteristiche richieste dalla legge, all’uso di false dichiarazioni o certificazioni ambientali) che, oltre ad arrecare danni economici alla filiera producono un impatto negativo sull’ambiente. Sinergie che, spiega il rapporto, hanno già prodotto risultati positivi con diversi sequestri di imballaggi non a norma eseguiti a Roma e Napoli, grazie al supporto di Biorepack. Contestualmente, il Consorzio ha sviluppato attività volte a prevenire gli errori nella fase di conferimento in raccolta differenziata e a rendere più facilmente riconoscibili gli imballaggi in bioplastica compostabile.
