In Italia ci sono 1.450 autodemolitori che gestiscono 1,2 milioni di veicoli a fine vita, trattando 1,3 milioni di tonnellate di materiali. L’obiettivo fissato dalla Direttiva europea su riuso e riciclo dei veicoli demoliti è dell’85%, a cui va aggiunto un 10% da avviare a recupero energetico.
In Italia, il target dell’85% è stato raggiunto nel 2019, mentre manca la quota di recupero energetico.
I dati sono stati forniti dall’ dall’Associazione demolitori di autoveicoli (Ada) che aderisce ad Assoambiente nell’ambito dell’Ada premium event 2022, svoltosi a Modena.
Nel corso dell’evento, il presidente di Ada, Anselmo Calò, ha presentato un innovativo sistema digitale di autocontrollo degli impianti, finalizzato a semplificare la vita dei 230 operatori associati e a migliorare la qualità dei loro processi di controllo, consentendo la verifica costante e semplificata del proprio stato di congruità con le differenti prescrizioni amministrative.
In merito alla transizione ecologica degli autoveicoli, Calò ha affermato che “la transizione verso l’auto elettrica è destinata ad avere un forte impatto sul futuro del business dell’autodemolizione. I veicoli elettrici a fine vita peseranno meno, avranno meno componenti da vendere per il riutilizzo da parte degli autodemolitori e offriranno meno materiali da recuperare. In tutto, stimiamo un 30% in meno di peso del rottame, con azzeramento della vendita per il riuso di motori, cambi e trasmissioni, che oggi costituiscono una fonte significativa di fatturato per gli impianti di demolizione”.
