Vai al contenuto
Home » News » Barberi (Anpar): le aziende private del riciclo penalizzate dal PNRR

Barberi (Anpar): le aziende private del riciclo penalizzate dal PNRR

In una intervista rilasciata a EconomiaCircolare.com, il presidente dell’Associazione dei riciclatori di rifiuti inerti (Anpar) Paolo Barberi ha espresso le sue perplessità sul fatto che le risorse stanziate recentemente dal MITE, nel quadro del PNRR, per l’ammodernamento e la realizzazione di nuovi impianti di raccolta differenziata e riciclo rifiuti (1,5 miliardi di euro) siano destinate esclusivamente al pubblico. Osserva Barberi: “In Italia, ogni anno, si producono 153 milioni di tonnellate di rifiuti: 30 milioni sono rifiuti urbani, gestiti dai Comuni e 123 sono rifiuti speciali, gestiti dai privati. Eppure, oggi si parla quasi esclusivamente dei rifiuti urbani”. Osserva ancora Barberi: “considerando che il comparto privato della gestione dei rifiuti è fatto di piccole e medie imprese e questo porta l’Italia ad essere uno dei Paesi più avanzati a livello europeo, perché lo Stato con il Pnrr preferisce finanziare al 100% il pubblico per fare lo stesso lavoro che il privato ha fatto bene fino ad oggi? Vediamo con preoccupazione, e con sospetto, il fatto di voler finanziare il pubblico e portare tanti rifiuti all’interno della privativa pubblica. Ci sembra che il sistema stia andando verso un modello che è più simile a quello francese o tedesco o belga, dove grandi soggetti partecipati dal pubblico gestiscono in maniera esclusiva grandi territori”. Barberi infine avanza la sua perplessità sul fatto che “questi finanziamenti possano ledere la libera concorrenza del mercato: grazie ai fondi in arrivo, i soggetti pubblici si andranno a posizionare sul mercato avendo evidentemente delle condizioni di vantaggio, visto che gli impianti saranno finanziati al 100%”.