“Vogliamo essere un punto di riferimento per le nuove generazioni e incidere nella vita pubblica”
Intervista a Tommaso Salaroli
di Fabrizio De Pascale
Scomodo è un movimento giovanile, nato nel 2019 in un liceo romano, non su base ideologica o politica ma sull’esperienza concreta del giornalismo e dello stare insieme. All’inizio ha coinvolto centinaia di ragazze e ragazzi intorno alla realizzazione di una rivista mensile e, soprattutto, nell’organizzare feste in luoghi chiusi e abbandonati per “ridar loro vita”. Oggi “gestisce” due redazioni a Roma e una di prossima apertura a Milano, frequentate ogni giorno da centinaia di giovani che vanno lì oltreché per svolgere diverse attività di formazione e culturali anche per studiare e guardare insieme la partita di calcio. Una convinta e generosa sostenitrice del movimento ha donato a Scomodo una bella sede nel centro di Roma a condizione di continuare a svolgervi le sue attività. A maggio di quest’anno, Scomodo ha pubblicato il numero 45 della rivista, dopo due anni di silenzio pandemico e intende rilanciare l’attività editoriale. Si è trasformata in Start-up innovativa ed è riuscita a far pagare la pubblicità sulle sue pagine anche a “Greenpeace”. Negli stessi giorni Scomodo ha deciso di associarsi a Eureka! Ne siamo contenti e fieri. Ci auguriamo che possa svilupparsi una sintonia di pensiero e una collaborazione attiva sui temi della sostenibilità e sull’informazione in materia di ambiente.
Abbiamo incontrato uno degli artefici di questo movimento, Tommaso Salaroli, che ci racconta Scomodo (passato, presente e futuro) e le motivazioni dell’adesione ad Eureka!
Tommaso, innanzitutto, condividi la mia sintesi su Scomodo? Vuoi correggere o aggiungere qualcosa?
Abbiamo creato Scomodo da una spinta personale di disagio, comune a tanti giovani, dato dal vivere in un contesto che non ci apparteneva. Un nemico indefinito, che aveva un peso enorme nella nostra vita, rendeva impossibile uno spazio generazionale e delegittimava la voglia di auto-rappresentarsi.

Un contesto di disagio in cui pesa anche la parola “crisi”?
Parlare di crisi significa parlare della nostra generazione. Siamo figli della crisi, di tante crisi. Siamo cresciuti con questa parola annunciata ai telegiornali e pronunciata di continuo, da tutti, ovunque. Crediamo che la “crisi” abbia influenzato una parte della percezione di noi stessi.
Anche voi uscite da una crisi e guardate al futuro?
Sicuramente, l’uscita della nuova rivista è la risposta a una crisi e un rilancio al futuro.
La scelta responsabile che abbiamo fatto è di impegnarci per dare risposte a questa domanda inevasa di lotta al disagio. È un gesto politico: non lasciare che il disagio resti un fastidio privato ma emerga come una faccenda pubblica. Abbiamo scommesso sul far divenire Scomodo un’opportunità di lavoro e di crescita professionale, per tanti ragazze e ragazzi, sostenibile e in grado di durare nel tempo.
Cosa volete fare?
La sfida è indirizzare verso proposte nuove di cambiamento reale la nuova sensibilità politica e sociale che sta emergendo. Avere il coraggio di determinarsi come gruppo, come epoca. Siamo persone che vivono la più importante crisi climatica di sempre, l’evidenza del fallimento di un sistema economico egemone. Avere una percezione nuova della dimensione di individuo e agire per ridurre il senso di solitudine e di distanza. Vogliamo diventare un punto di riferimento per le nuove generazioni ed essere in grado di incidere nella vita pubblica del nostro paese. Siamo però coscienti che in questo percorso servono degli impegni precisi…
Quali?
Innanzitutto riconoscere che il cambiamento può avvenire solo in una prospettiva di lungo termine, in decenni e non in mesi e che, quindi, occorre orientare il proprio agire con questa consapevolezza; e poi è fondamentale operare in una dimensione collettiva perché il confronto e il suo esercizio costante è l’unico modo di proporre un’azione politica duratura.

Parliamo un po’ della vostra adesione ad Eureka. Hai parlato della più importante crisi climatica di sempre. Cosa ne sai?
La crisi climatica è uno di quei fenomeni che ha profondamente segnato la nostra generazione ma che abbiamo vissuto, come una spada di Damocle, senza che nessuno ce ne spiegasse i reali contorni. Siamo cresciuti nell’Era dell’inquinamento e del riscaldamento globale, avvertendo sempre però l’assenza di volontà dei governi e della politica a fare qualcosa di concreto. Non ero ancora nato quando nacque “Agenda 21” ma sono passati 30 anni e 28 Conferenze internazionali sull’ambiente senza che si sia raggiunto un accordo con impegni vincolanti per tutti gli stati in materia di riduzione delle emissioni. Questo sappiamo…Come dice Greta Thunberg, solo “bla, bla, bla…”
Ma Greta Thunberg non sembra però essere un vostro idolo…
Sicuramente dentro Scomodo non c’è un’ala ecologista ma la sensibilità verso la questione ambientale è radicata in tutti noi. Qualche settimana fa siamo entrati in contatto con il movimento “Ultima generazione” per capire le loro ragioni. Non ci sentiamo responsabili del riscaldamento globale, siamo consapevoli dei problemi ma non accettiamo l’impostazione culturale che emerge in questi anni che vuole infondere un senso di colpa nei singoli individui, anziché agire concretamente sulle cause e promuovere comportamenti virtuosi.
Un esempio?
Pensa alla questione energetica. Oggi siamo costretti, a causa della guerra, a ridurre i nostri consumi ma non c’è mai stata, in Italia, una campagna di sensibilizzazione finalizzata a ridurli (gas, benzina, energia). Comunque, nel nostro piccolo, il nuovo numero della rivista è stampato su carta ecologica e con inchiostri di origine vegetale…
Cosa vi ha attratto verso Eureka?
Scoprire che, nella crisi climatica di cui tutti parlano, l’Italia è un paese all’avanguardia mondiale in tutti i campi dell’economia circolare, con migliaia di aziende, per lo più piccole, che operano in questi campi e vendono, soprattutto all’estero, prodotti e tecnologie innovative ed eco-sostenibili. Una realtà per noi assolutamente sconosciuta e sorprendente che, in un certo modo, coincide con la nostra visione.
Quale visione?
Pensare che i geni non sono tutti morti, che non tutto ciò che occorre fare è stato fatto, che non tutto ciò che c’è da dire è stato detto. Ma per saperne di più invito tutti a leggere e abbonarsi a Scomodo. È facile: clicca su https://scomodo.org/abbonati.
Benvenuti a Eureka!
